Stress

28th Mag 2019, author: M.Bruscella

Quasi ogni evento può essere causa di stress nelle nostre vite. Il lavoro, la famiglia, i figli, gli amici, la scuola, le finanze, la salute, sono tutti fattori che possono condurci a sperimentare livelli di stress oltre una soglia accettabile. Lo stress può essere considerato una risposta funzionale ed adattiva del nostro organismo, tuttavia, livelli elevati di stress possono causare disagio psicologico e problemi di salute come malattie cardiache o malattie autoimmuni. Uno stress elevato infatti può essere causa di difficoltà di concentrazione ed attenzione, di insonnia, di problemi di alimentazione e di vari sintomi fisici quali mal di testa, tachicardia, dolori e molto altro.

Storie

“Un grosso fattore di stress nella mia vita in questo momento sono le relazioni … beh … una in particolare. Ho investito così tanto tempo ed aspettative in una relazione che credevo importante, ma poi il mio ragazzo mi ha lasciato. Avere il cuore spezzato è una sensazione terribile, non so più cosa possa rendermi felice e mi sento svuotata …”. Paola, 15 anni

“Ho avuto un periodo davvero difficile … dovevo scegliere in quale città trasferirmi per frequentare l’Università. Ho cominciato ad avvertire una strana sensazione fisica, notavo il polso destro intorpidito, una sensazione che è durata per un paio di mesi … in due occasioni mi è capitato di non riuscire a sentire tutto il braccio sinistro e parte del viso. Una sera non avevo abbastanza controllo sulla mano per scrivere un sms a mio padre per spiegargli cosa mi stesse accadendo! Sono andata dal medico e mi ha spiegato che a causa dello stress stavo concentrando una grossa tensione sui muscoli delle spalle. Erano diventati così tesi che le vertebre venivano spinte in avanti, comprimendo le terminazioni nervose e facendomi perdere le sensazioni tattili, era un campanello d’allarme, non potevo continuare a stressarmi in quel modo … ” Anna, 18 anni

“Ci sono molte cose che mi stressano … tenere il passo con gli esami e assicurarmi che i miei voti non scendano al di sotto del 30 … contemporaneamente essere in salute, rimanere attivo ed avere energie per uscire con gli amici e fare piccole cose che mi rendono felice, come leggere o guardare video su YouTube. Lo stress ad un certo punto mi ha sopraffatto e durante una partita di calcetto con gli amici ho litigato con uno di loro e sono arrivato quasi alle mani. Ero frustrato e stressato … è importante non accumulare troppo stress e concedersi delle pause ogni tanto … “. Marco, 24 anni

“Sono passato dal lavoro in ufficio a quello di magazziniere, nonostante abbia dei problemi alla schiena, sono stato costretto ad accettare questo cambiamento che mi è stato imposto dall’azienda. Ora dovrò stare molto attento a sollevare e spostare pacchi per non rovinarmi definitivamente. È molto frustrante, dover accettare queste condizioni per paura di perdere il lavoro, la prospettiva di lavorare per anni in questo ruolo mi preoccupa particolarmente. Da qualche giorno avverto dei capogiri e mi sembra di svenire .. non so fino a quando potrò reggere …” Mattia, 35 anni

“In azienda, non riesco a migliorare le mie mansioni perché le promozioni vengono date ai più giovani, ho molta competenza, una laurea e 20 anni di esperienza e vedo passare davanti a me neolaureati che non sanno fare assolutamente niente … a volte mi viene voglia di prendere a pugni qualcuno … sento il cuore battere a mille all’ora, ieri mi sono sdraiato avevo paura di avere un infarto” .Guido 45 anni

“Sono sveglio alle 2.30 … sarò in strada con il mio taxi fino alle 16.00. Il lavoro è fisicamente impegnativo e ti consuma mentalmente. Avverto una stanchezza estrema e dolori alle articolazioni, è difficile stare al passo con i giovani lavoratori. Non ho vita sociale. I più giovani possono affrontare meglio le difficoltà del lavoro, ma oltre una certa età è difficile portare avanti un lavoro faticoso e impegnativo dal punto di vista fisico … ultimamente sono più stanco e distratto del solito, questo mi spaventa e mi fa star male”. Gianni, 54 anni

“Sono stato licenziato a marzo di quest’anno, il che significa che ora, a 60 anni, dovrò cercare un impiego a tempo pieno. Vivo per conto mio, non ho altre entrate ed ho ancora un mutuo da pagare. Sono stato “fortunato” a trovare un lavoretto part-time con contratto temporaneo (tre mesi) ma lo stipendio purtroppo non è sufficiente per pagare tutte le spese. Sto vivendo una situazione di elevato stress per le difficoltà finanziarie e per l’incertezza sul mio futuro. A volte mi sembra di impazzire”. Antonio 60 anni

Stress

 

Lo stress è un fenomeno molto comune nella vita di tutti noi. Anche quando riusciamo a gestire bene la nostra quotidianità siamo esposti ad una miriade di stimoli potenzialmente stressanti. Ogni cambiamento, positivo o negativo, che necessita di una forma di adattamento diminuisce la soglia di vulnerabilità allo stress. Non tutti gli eventi stressanti sono da considerarsi dannosi, infatti in alcune circostanze dovrebbero essere attivamente ricercate perché essenziali nel nostro percorso di crescita. Che si tratti di stress derivante da grandi cambiamenti nella vita o da effetti cumulativi di stress minori quotidiani, l’impatto che questa esperienza avrà sulle nostre vite dipende dalla capacità che abbiamo di rispondere a questi cambiamenti in maniera più o meno efficace.

Le principali fonti di stress, generalmente, riguardano i seguenti quattro ambiti:

L’ambiente, inteso in senso fisico : dobbiamo tollerare i cambiamenti climatici, i pollini, il rumore, il traffico e l’inquinamento.

Le relazioni, fronteggiamo ogni giorno stressor sociali come le scadenze, i problemi economici, i colloqui di lavoro, le presentazioni, i conflitti nelle relazioni, le richieste di tempo ed attenzione dei familiari o la perdita di una persona cara.

Lo stress derivante dai cambiamenti fisiologici del nostro corpo. Ad esempio, la rapida crescita in adolescenza, la menopausa nelle donne, la malattia, l’invecchiamento, la mancanza di esercizio, la scarsa nutrizione, sintomi che derivano da un sonno inadeguato. La nostra reazione fisiologica ai cambiamenti ed agli stimoli ambientali e sociali può causare risposte fisiologiche quali : tensione muscolare, mal di testa, problemi di stomaco ed disturbi d’ansia.

La quarta fonte di stress è rappresentata dai pensieri. Il nostro cervello interpreta i complessi cambiamenti nell’ambiente e nel corpo e stabilisce se innescare una risposta di emergenza. Ci stressiamo o rilassiamo a seconda delle previsioni che facciamo sul nostro futuro e su come “etichettiamo” le esperienze che facciamo.

Gli eventi stressanti innescano una risposta nel nostro organismo detta di “attacco o fuga” che è caratterizzata da una serie di cambiamenti biochimici che preparano l’organismo ad affrontare una minaccia o un danno. Ogni problema, immaginato o reale, può causare l’invio di un segnale di allarme che parte della corteccia cerebrale (la parte pensante del cervello) e raggiunge l’ipotalamo (il principale interruttore della risposta di stress allocato nel cervello medio). L’ipotalamo quindi stimola il sistema nervoso simpatico nel mettere in atto una serie di cambiamenti nel corpo. Il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, la tensione muscolare, il metabolismo e la pressione sanguigna aumentano. Le mani e i piedi diventano freddi ed il sangue viene diretto lontano dalle estremità e dal sistema digestivo, verso i muscoli che possono aiutarci a scappare o combattere. Il diaframma si blocca, le pupille si dilatano per aumentare la capacità visiva ed il nostro udito diventa molto più acuto. Sfortunatamente, quando la risposta di attacco o fuga continua in maniera indiscriminata nel tempo lo stress diventa cronico ed accade qualcos’altro che ha effetti negativi a lungo termine. Le ghiandole surrenali iniziano a secernere corticoidi, adrenalina o epinefrina e norepinefrina, che inibisce la digestione, la riproduzione, la crescita, la riparazione dei tessuti e la risposta del nostro sistema immunitario. In altre parole, alcune importanti funzioni che tengono il nostro corpo in salute cominciano deteriorarsi.

Fortunatamente, lo stesso meccanismo che genera la risposta di stress può anche spegnere la risposta di stress. Il processo in grado di spegnere la nostra risposta di stress si chiama rilassamento. Appena diciamo che la situazione non è dannosa, il nostro cervello smette di mandare segnali di emergenza al tronco encefalico che a sua volta cessa di mandare segnali di panico al sistema nervoso. Circa tre minuti dopo aver spento questi segnali pericolosi, la risposta di attacco fuga viene inibita. Il nostro metabolismo, il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, la tensione muscolare, la pressione sanguigna ritornano ai loro livelli normali.

Lo stress persistente e cronico si manifesta quando alcuni eventi di vita diventano pressanti ed imponenti (perdita del lavoro, separazioni o divorzi, malattie croniche o improvvise). Lo stress cronico si manifesta inoltre per accumulo di stress minori, in assenza di idonee abilità di recupero da parte della persona. Più a lungo il cervello percepisce una minaccia, più a lungo il corpo rimane in uno stato di attivazione. Se la risposta di stress rimane accesa, la possibilità di sviluppare delle malattie correlate allo stress aumenta.

In terapia cognitivo comportamentale (TCC) le persone imparano ad identificare e sfidare i pensieri negativi automatici connessi con l’attivazione fisiologica e responsabili del mancato controllo sulle emozioni. In terapia inoltre si impara a gestire la risposta fisiologica derivante dallo stress apprendendo tecniche di rilassamento muscolare e\o di respirazione. Il terapeuta aiuta la persona in difficoltà a sviluppare le abilità necessarie per far fronte ed adattarsi ai fattori di stress della vita.

Bibliografia

 

https://www.theguardian.com/careers/2017/jul/03/readers-stories-working-post-retirement

https://www.teenvogue.com/story/stress

Martha Davis, Elizabeth Robbins Eshelman, Matthew McKay(1980). The Relaxation & Stress Reduction Workbook. New Harbinger Publications

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