Lo faro’ domani … l’arte di rimandare

24th Mag 2019, author: M.Bruscella

Premessa

 

Quante cose dovevi fare ieri, che non hai fatto? Quanto è probabile che tu le faccia oggi? Ci penserai domani? Ok, che ne dici della prossima settimana? Potresti farle subito? … Aspetta, non scappare, non scorrere il tuo feed! Sono domande fastidiose vero? Ogni giorno combattiamo una battaglia segreta contro la procrastinazione. Ti potrà consolare il fatto di sapere che non sei il solo. La procrastinazione è un fenomeno diffusissimo ed affligge tutti, in maniera cronica oppure occasionale. Anche le persone apparentemente più organizzate combattono contro la procrastinazione. Riconoscere che la procrastinazione può avere conseguenze piuttosto negative e gravi sul nostro futuro è il primo passo per combattere questa cattiva abitudine.

Storie

“Avevo deciso di abbandonare l’università, erano ormai sei mesi che stavo a Roma, quotidianamente mi risvegliavo con l’angoscia e con l’idea di mettermi a studiare, ma nulla … la mia giornata scorreva velocemente tra video di Youtube, Facebook, i vari social e qualche uscita con gli amici. Avevo iniziato anche a telefonare meno ai miei genitori perché temevo le domande sullo studio e sugli esami … ad un certo punto non andai più neanche in università … avevo paura che gli amici, che avevo conosciuto frequentando i primi corsi, mi avrebbero chiesto se avevo sostenuto qualche esame. La mia autostima cominciò a calare a picco … cominciai a pensare che non mi sarei mai laureato … Ogni tanto facevo un timido tentativo di riavvicinarmi allo studio, ma per qualche motivo, il mio entusiasmo si dissolveva nel giro di pochi minuti . la mia vita riprendeva il suo corso e giorno per giorno aumentava la mia frustrazione …”

“Mi chiamo Ettore e sono tecnico in un laboratorio di analisi; non so per quanto tempo ancora potrò esercitare questa professione. Ieri una persona è venuta in ambulatorio urlando e chiedendo di parlare con il responsabile perché sono ormai due mesi che aspetta i risultati dei suoi esami … ha minacciato di citare per danni la struttura. E sono proprio io ad avere la responsabilità di quello che è accaduto. Non riesco a capire cosa mi stia succedendo. Sapevo di questa incombenza che mi trascinavo avanti da tempo, ma non riuscivo mai a mettermi a lavoro. So che quello che dico è estremamente grave, perché riguarda la salute delle persone, ma giorno dopo giorno non sono riuscito a mettere in atto quelle semplici azioni necessarie a svolgere il mio compito … negli ultimi mesi sta accadendo anche con altre situazioni … è la prima volta che mi capita. Oltre a perdere il lavoro potrei addirittura essere denunciato”.

“Da anni dovrei sottopormi ad un piccolo intervento. Per l’ennesima volta dovrò fare dei controlli e dovrò nuovamente affrontare, medici e familiari che mi esortano a prendere una decisione. Finora non c’era una grossa urgenza, ma le conseguenze, se non mi opero, potrebbero essere estremamente negative. Ci penso continuamente, ma non faccio niente per programmare l’intervento, ne per rispettare i consigli che i medici mi danno per regolarizzare i valori delle analisi. Dovrei farmi seguire da un medico, e questo mi fa sentire molto a disagio perché sono anche io un medico. Il mio lavoro consiste nell’aiutare gli altri a stare meglio e mi vergogno di non riuscire ad occuparmi di me stesso”.

“Lavoro come segretaria in uno studio legale, e la scorsa settimana sono stata licenziata. Arrivavo costantemente in ritardo e purtroppo rimandavo in continuazione, anche le scadenze di lavoro. A volte, quando ero sopraffatta, mi mettevo in malattia. La scorsa settimana ho detto in ufficio che mio padre era gravemente ammalato ed era in ospedale, per evitare di consegnare un lavoro che seguivo da mesi. Il mio capo dispiaciuto ha mandato un collega in ospedale a sincerarsi delle condizioni di mio padre, così è stata smascherata la bugia che avevo detto. Sono stata licenziata”.

“[ … ] Si mette a studiare ma all’improvviso gli viene voglia di un panino al salame. Finito di mangiare si rimette a studiare e legge un po’, ma la materia non lo interessa, e comincia a vagare con lo sguardo sul tavolo finché non nota, posata su di esso, una rivista. Si fa sviare facilmente e riprende coscienza di sé, del proprio impegno, solo un’ora dopo, tutto spaventato. “Forza, devo studiare. Questa pagina è troppo difficile, comincio con qualcosa di più divertente che ho già imparato”. Legge a stento un paio di pagine del libro, ed ecco che si sente assai scomodo su quella sedia, deve assolutamente alzarsi, fare due passi. Nel frattempo, in cucina, si mette a parlare con l’altro inquilino, e così arriva l’ora di cena, e non vale più la pena riprendere a studiare. Infatti, con lo stomaco vuoto non si riesce a studiare bene, e allora si trasferisce nell’altra stanza a vedere la TV, naturalmente solo il telegiornale. Dopo il quale però inizia un film, dunque lo guarderà, ma solo l’inizio per carità, solo per sapere di cosa si parla. Ma non ce la fa più a distogliersene. Per tranquillizzare la propria cattiva coscienza, trasferisce il libro a portata di mano, vicino al televisore. Il film non è granché, una vera stupidaggine, ma ecco che sono le dieci e il libro è ancora lì, ancora chiuso e sotto la poltrona! Allora lo studente corre a prepararsi un caffè fortissimo, e decide di mettersi a studiare. Seduto al suo tavolo, dopo una mezz’ora sente un gran mal di schiena e dunque si stende per un po’ sul letto. Dopo un po’ eccolo addormentato, col libro in mano e la luce inutilmente accesa” (E. Giusti,2013 p.55).

Cos’e’ la procrastinazione

 

Spesso confondiamo la procrastinazione con la “pigrizia” e ne parliamo come se fosse un difetto. Usiamo definizioni come : “rimandare”, “posticipare”, “ritardare”, “partire all’ultimo minuto” – tutte espressioni valide. Con il termine procrastinazione ci riferiamo al processo di “prendere la decisione di ritardare o non completare un compito riferito ad un nostro obiettivo, senza un valido motivo, sostituendo le azioni necessarie con altre meno importanti, nonostante ciò comporti evidenti conseguenze negative”. La procrastinazione è una decisione intenzionale, viene presa in modo molto veloce, quasi automatico e diventa una abitudine della quale non ci rendiamo nemmeno conto. In genere sostituiamo l’attività con qualcosa che ha priorità minore. L’aspetto più importante che differenzia la procrastinazione dal semplice rimandare o ritardare è che tale modo di agire implica conseguenze future anche gravi.

Essere procrastinatori non significa necessariamente rimandare ogni cosa nella propria quotidianità, anche se per alcune persone ciò può essere vero. Potremmo procrastinare solamente in alcune aree della nostra vita. Per ognuno di noi ci saranno aree della vita che siamo in grado di gestire ed altre nelle quali siamo in difficoltà. Le principali aree sono quelle riferite:

al lavoro ( rispetto delle scadenze, effettuare chiamate telefoniche, partecipare alle riunioni; avvio di progetti; documenti ecc.);

all’ambito domestico (faccende quotidiane, manutenzione e riparazione di cose, fare la spesa, fare commissioni ecc.);

allo studio (rispetto delle scadenze, frequentare le lezioni; fare i compiti, studiare per gli esami ecc.);

alla salute (prenotare una visita, modificare l’alimentazione, fare attività fisica, perdere peso, smettere di fumare, ecc.);

alle finanze (aprire la posta; pagare le bollette, rimborsare i debiti ecc.);

alle relazioni sociali, familiari e sentimentali (effettuare chiamate telefoniche, trascorre del tempo in famiglia, discutere dei problemi ecc.).

Esistono diverse modalità di procrastinare che ci caratterizzano. Pertanto potremmo impegnarci in comportamenti sostitutivi dedicandoci a :

compiti piacevoli (andare sui social, vedere film, TV, DVD, leggere riviste, giornali, giocare al PC, navigare in internet, ascoltare musica, fare shopping, ecc.);

attività utili ma di bassa priorità (riordinare, dedicarsi a progetti meno importanti, controllare le e-mail, ecc.);

socializzare (vedere amici, partner, familiari, telefonare ad amici oppure uscire);

sognare ad occhi aperti (pensando al passato o al futuro);

distrazioni (dormire, mangiare, fumare, bere ecc).

La scelta di fare qualcosa di diverso che ci distolga dagli obiettivi importanti, spesso è sostenuta da argomentazioni e da razionalizzazioni, da frasi che ripetiamo a noi stessi o agli altri, per giustificare il nostro comportamento e alleviare il nostro senso di colpa. È importante prendere coscienza del nostro auto dialogo che spesso ci inganna. Le frasi più comuni sono : “Sono troppo stanco, lo farò domani”,”Non ho tutto ciò di cui ho bisogno, non posso iniziare”, “Non ho abbastanza tempo per fare tutto”, “È troppo tardi per iniziare ora”, “È una giornata troppo bella per dedicarsi a questo”, “Lo farò dopo aver finito quest’altra cosa”, “Devo esercitarmi prima” , “Ho un sacco di tempo, quindi posso farlo in seguito” e tante altre.

Le motivazioni di questo strano comportamento sono da correlarsi, purtroppo, ad aspetti a volte profondi della nostra personalità, che abbiamo sviluppato nel corso della nostra infanzia e della nostra crescita personale e sociale (principalmente osservando modelli di riferimento quali genitori, fratelli, amici, insegnanti ecc.) e che sostanzialmente hanno generato alcune paure o profonde convinzioni che ora guidano il nostro comportamento. Le principali fanno riferimento a :

paura del fallimento, sostenute da un autodialogo di questo tipo : ”Non riesco ad iniziare questa attività, perché ho paura di non riuscire a portarla a termine”, “Ho paura che gli altri trovino errori in quello che faccio”, “Ci tengo molto a fare un lavoro perfetto”;

fuga “dalla” vittoria o paura di avere successo. Molte persone temono il successo e il pieno dispiegarsi delle proprie potenzialità. È frequente che queste persone dicano a se stessi o agli altri : “Spesso comincio a rallentare quando i miei progetti vanno bene”, “Se ricevo molti riconoscimenti mi prende il panico”, “Quando mi si presentano delle opportunità, mi sento a disagio e rinuncio”, “I complimenti mi rendono nervoso”, “Quando va tutto bene, mi aspetto che succeda qualcosa di brutto”;

resistenza passiva, rimandare continuamente può essere una forma di ribellione silenziosa, che dà a chi la mette in atto la possibilità di salvaguardare la propria autonomia di comportamento nei confronti del controllo da parte degli altri. Si tratta di una modalità comportamentale che ha uno scopo autoprotettivo, quello di preservare la propria autonomia e dignità personale;

Temporeggiare nelle relazioni intime. La procrastinazione può essere letta come una strategia disfunzionale utilizzata per regolare il grado e la qualità della distanza che desideriamo avere nei rapporti interpersonali, e il livello di intimità che siamo in grado di tollerare.

La buona notizia è che possiamo smettere di procrastinare. Nonostante questi comportamenti (e queste convinzioni più o meno profonde su noi stessi, sugli altri e sugli eventi) possiamo sviluppare nuove abitudini attraverso percorsi specifici che possiamo intraprendere da soli, fruendo dei numerosi spunti applicativi e delle numerose informazioni di cui oggi disponiamo in terapia cognitivo comportamentale, oppure, nel caso di ripetuti tentativi falliti, seguendo specifici training strutturati e coordinati da psicologi esperti. Un training per combattere la procrastinazione prevede lo svolgimento di attività di automonitoraggio, di individuazione degli aspetti comportamentali e cognitivi (pensieri) sbagliati, di contestazione di queste modalità disfunzionali di pensiero e di realizzazione di attività pratiche in grado di rompere gli automatismi. Ricordate che è possibile sempre sviluppare nuovi apprendimenti e liberarsi dal senso di colpa e dall’autocommiserazione, lavorando per raggiungere i propri obiettivi in maniera efficace.

Bibliografia

 

Giusti (2013). Rinviare mai più!Collana di Edoardo Giusti. Sovera edizioni

Saulsman, L., & Nathan, P. (2008). Put Off Procrastinating. Perth, Western Australia: Centre for Clinical Interventions.

Aaron T. Beck. In superficie c'è molto più di quel che sembra
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