La saggezza consiste nel sapere quando si puo’ evitare la perfezione (A.Bloch)

22nd Mag 2019, author: M.Bruscella

Molte persone ritengono che il perfezionismo sia un tratto desiderabile. Altre lo considerano un tratto negativo, una fragilità della persona. Attraverso il perfezionismo mettiamo pressione a noi stessi per raggiungere degli standard elevati in quello che facciamo per poi beneficiare del potente rinforzo motivazionale derivante dall’essere riusciti ad ottenere ciò che volevamo. In una certa misura il perfezionismo è un tratto utile, ma presenta alcuni inconvenienti sui quali è opportuno lavorare per condurre una vita più equilibrata ed appagante. Il problema sorge nel momento in cui, per qualche motivo, non riusciamo a raggiungere gli obiettivi o gli standard che ci siamo prefissati. In queste circostanze, possiamo sperimentare senso di insoddisfazione ed anche sentimenti di frustrazione, sensi di colpa e disagio psicologico. Esiste una grossa differenza tra la ricerca sana ed utile dell’eccellenza e la ricerca inutile della perfezione.

Storie

Pietro, 46 anni, è proprietario di un’autofficina . Lavora molto duramente ed è molto orgoglioso del suo lavoro; , a conferma di ciò e riceve ottimi riscontri da parte dei suoi clienti. Quando Pietro termina il suo lavoro, condotto con grande scrupolosità, chiede ad un suo collega meccanico di ricontrollare in maniera minuziosa quello che ha fatto … Il collega sa che il lavoro è stato fatto bene e che in realtà non necessiterebbe alcun controllo e spesso ricorda a Pietro che altre officine lavorano con più rapidità ed hanno molti più clienti. Pietro risponde che per lui è importante la qualità e la soddisfazione dei clienti. Il suo motto è: “vale la pena impiegare più tempo per fare un buon lavoro”. A causa di questa convinzione Pietro lavora su pochissimi clienti. L’approccio di Pietro al suo lavoro richiede molto tempo ed a causa di ciò egli non è molto attento agli aspetti burocratici della sua attività. Nonostante la sua soddisfazione, è stato contattato dal commercialista per alcune inadempienze e per problemi nella gestione economica delle attività. Il consulente gli ha detto che se non aumenta il numero di clienti potrebbe far fallire la sua attività …

“Pina, 19 anni, è una giocatrice di pallacanestro gioca in serie A. Il basket occupa gran parte della sua vita, ma lei riesce anche a frequentare con profitto l’università. Prende molto sul serio il suo impegno sportivo, si sottopone ad una dieta rigorosa, raddoppia gli allenamenti prima delle partite. Le compagne di squadra, pur allenandosi, dedicano molto più tempo a socializzare tra di loro. Pina è critica col la squadra e con se stessa anche se vince perché magari non è riuscita a fare i punti che voleva. Quando perde aumenta ancora i suoi allenamenti e mantiene una dieta rigida. Recentemente Pina ha perso la fiducia delle sue compagne di squadra a causa del fatto che spesso attribuisce responsabilità agli altri e critica le prestazioni delle compagne e le scelte dell’allenatore. Proprio l’allenatore si è molto arrabbiato ed ha deciso di tenerla fuori squadra … Pina sta rischiando di essere allontanata dallo sport che ama ….”

Perfezionismo

 

Comunemente utilizziamo il vocabolo perfezionista per descrivere una persona caratterizzata dai seguenti tratti :

incessante ricerca di standard estremamente elevati (per se stesso e/o altri); tali standard, generalmente, sono considerati irragionevoli per la maggior parte delle persone in un determinato contesto ed in determinate circostanze;

valutazione della propria autostima in relazione alla capacità di raggiungere gli standard impostati;

sperimentare le conseguenze negative dell’aver stabilito standard elevati e, tuttavia, continuare a perseguire questi obiettivi irraggiungibili, nonostante l’enorme costo a livello personale.

Avere standard elevati e grossi obiettivi ci aiuta realizzare quello che desideriamo nella vita ma quando questi obiettivi diventano irraggiungibili o irrealizzabili alla lunga è molto difficile stare bene con se stessi. Essere perfezionisti non significa avere standard elevati in tutti gli ambiti della propria vita, possiamo essere perfezionisti in alcune aree ed ignorarne altre. Generalmente le persone manifestano questo tratto in una o più delle seguenti aree : lavoro, studio, relazioni, sport, salute; ma anche in relazione ad aree più ristrette quali : l’ordine o l’organizzazione, la pulizia della casa, l’igiene personale ed il proprio aspetto fisico.

Esistono comportamenti tipici che denotano la presenza di problemi di perfezionismo; essi generalmente riguardano :

Il processo decisionale (Ad es. non essere in grado di decidere cosa indossare ogni mattina; essere incerto sul colore dei capi di abbigliamento da acquistare; trovare difficile scegliere in quale ristorante andare, per poi ritardare fino a rinunciare ad uscire; dare indicazioni estremamente dettagliate a persone vicine, ed inviare numerosi sms e messaggi per assicurarsi dell’esatta esecuzione di quanto stabilito; assicurarsi di arrivare almeno 30 minuti prima agli appuntamenti; lavare la cucina tre volte, con disinfettante, prima di preparare un pasto).

La ricercare rassicurazioni. (Ad es. chiedere agli altri di controllare il proprio lavoro per assicurarsi che il risultato sia accettabile; necessità di ricevere complimenti da parte di tutti quando si è responsabili di qualcosa);

La presenza di comportamenti di correzione (ad es. sostituire un capo di abbigliamento, se leggermente difettoso; stirare perfettamente e ripiegare fino a quando i bordi non sono esattamente allineati);

L’organizzazione eccessiva (Ad es. scrivere e riscrivere ripetutamente gli elenchi – come le attività da finire in giornata-; avere l’ufficio completamente in ordine ed organizzato prima di iniziare a lavorare; guardarsi ripetutamente allo specchio per verificare la presenza di imperfezioni nell’aspetto; controllare più volte il lavoro alla ricerca di errori; controllare frequentemente l’orologio per essere sicuri di sapere che ora è);

Rinunciare troppo presto ad alcuni obiettivi. (ad es. rinunciare alla ricerca di una casa da acquistare perché sicuri di non trovarne nessuna che soddisfi tutte le esigenze; avviare le lezioni di ballo e rinunciare dopo due lezioni perché non si riesce a stare al passo con l’insegnante; abbandonare il lavoro perché si è commesso un errore e si ha paura di essere licenziati; mantenere del denaro sul conto corrente per 20 anni, fronteggiare imprevisti; mantenere centinaia di vecchie riviste nel caso venga voglia di leggere un articolo; rinunciare ad un incarico per paura di non essere in grado di portarlo avanti);

Non delegare (ad es. rimanere a lavoro fino a tardi per fare fotocopie perché non ci si fida della segretaria; non lasciare che altri puliscano casa perché sicuramente non eseguiranno correttamente le pulizie);

Non sapere quando fermarsi (ad es. iniziare a raccogliere materiale per il primo soccorso prima di un viaggio e finire per portare una valigia in più; leggere il giornale molto lentamente per essere sicuri di non perdere nessuna notizia importante; parlare lentamente per assicurarsi di dire le cose giuste; correggere le persone quando pronunciano male le parole).

I perfezionisti hanno avuto esperienze che li hanno portati a sviluppare una visione del mondo nella quale è fondamentale raggiungere standard elevati e rigidi. Il perfezionismo è un tratto che si sviluppa come conseguenza dei principi dell’apprendimento; nel corso della loro infanzia queste persone sono state estremamente rinforzate e lodate dalle principali figure di riferimento solo quando ottenevano risultati. In seguito per effetto di un processo di generalizzazione hanno strutturato una credenza di base che mette in relazione lo star bene con se stessi con le prestazioni che raggiungono. Anche un comportamento punitivo da parte delle figure di riferimento (o l’assenza di rinforzi) può condurre la persona a sviluppare regole rigide che mettono la sua autostima in relazione ai risultati che è in grado di ottenere.

Il perfezionismo può essere causato anche dal cosiddetto apprendimento indiretto o modellamento nel quale il bambino apprende alcuni comportamenti osservando le principali figure di riferimento o caregivers (genitori, fratelli, altri significativi).

 

Il perfezionismo è considerato inoltre un tratto “temperamentale”, infatti alcuni dicono di essere sempre stati così, fin da piccoli. I fattori temperamentali sono riferiti ad alcuni tratti stabili della personalità che riguardano modalità caratteristiche di pensiero, emotività e comportamento. Il temperamento è stabile nel tempo e potrebbe essere legato ad alcune variabili genetiche. Possedere delle caratteristiche temperamentali, non vuol dire tuttavia che il perfezionismo della persona non possa essere oggetto di cambiamento. È sempre possibile sviluppare nuovi apprendimenti, anche a prescindere dalla nostra dotazione genetica.

Come conseguenza dell’apprendimento e dei nostri tratti temperamentali, sviluppiamo un sistema i regole che influenzano il modo in cui vediamo noi stessi, gli altri ed il mondo. Alcune di queste regole diventano rigide ed inflessibili e, nonostante i cambiamenti di contesto, spesso siamo portati a riproporle anche quando non funzionano.

Uno degli obiettivi di un percorso per limitare il nostro perfezionismo è proprio quello di individuare, mettere in discussione e modificare alcune convinzioni irrazionali (ad es. fare bene non è abbastanza, devo fare sempre meglio; se non raggiungo standard elevati sono una persona inutile; c’è un modo giusto ed un modo sbagliato di fare le cose; non devo assolutamente fallire, se commetto un errore sarà la fine ecc.). Occorre sottolineare che non sono di per sé queste affermazioni a generare il disagio, piuttosto il modo di reagire nel momento in cui le cose non vanno come vorremmo. Un perfezionista in queste occasioni sperimenta emozioni molto forti ed un disagio psicologico in quanto sente di aver minato la sua identità, per tale motivo il fallimento è vissuto come una catastrofe. Il problema sorge quando gli standard che abbiamo fissato per noi stessi sono irrealisticamente elevati ed inflessibili.

Quando gli standard sono eccessivamente elevati è molto probabile incorrere in fallimenti appena le richieste dell’ambiente diventano più pressanti o semplicemente cambiano. In questi casi è frequente sviluppare una risposta d’ansia o incorrere nella trappola della procrastinazione. Ciò motiva le persone ad una ulteriore ricerca di perfezione e si genera un circolo vizioso che fa persistere un senso di disagio e di fallimento. Se siete caduti nella trappola del perfezionismo è ciò vi causa estremo disagio, senso di fallimento e sensi di colpa che compromettono il vostro funzionamento personale sociale o lavorativo potete uscirne richiedendo uno specifico supporto psicologico

Bibliografia

 

Fursland, A., Raykos, B. and Steele, A. (2009). Perfectionism in Perspective. Perth, Western Australia: Centre for Clinical Interventions.

Aaron T. Beck. In superficie c'è molto più di quel che sembra
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