L’universo delle psicosi

17th Mag 2019, author: M.Bruscella

Premessa

 

La schizofrenia è un disturbo grave che compromette il funzionamento cognitivo (il pensiero), emotivo e comportamentale delle persone che ne sono affette. Queste persone sembrano aver perso contatto con la realtà, riferiscono di sentire voci che le altre persone non sentono e spesso ritengono di essere perseguitate. Le loro conversazioni possono sembrare assurde. Tutto ciò li porta ad interagire con difficoltà con le altre persone ed a sperimentare notevoli disagi a livello scolastico, lavorativo, sociale e relazionale.

Storie

 

“Sono sempre stato allegro … pacifico, ma se qualcuno mi ha conosciuto dopo il 2011, anno in cui sono stato arrestato per una rissa, stenterà a credere a quello che dico. Quell’episodio lasciò incredula la mia famiglia ed anche me stesso. Non ero mai stato nei guai prima. Non ero io … ero passato dall’essere un normale studente universitario a sperimentare i sintomi della schizofrenia. Nel 2007, avevo 23 anni, frequentavo l’Università e contemporaneamente lavoravo in un ristorante. Ero uno dei migliori camerieri; non avevo nemmeno bisogno utilizzare block notes per prendere gli ordini, avevo una memoria di ferro. Ma alla fine del 2008, iniziai a sperimentare strane sensazioni. mi sentivo perseguitato, vedevo cose e sentivo voci. La mattina non volevo vestirmi e nemmeno alzarmi dal letto. Non capivo cosa stesse succedendo. Nel luglio 2009, fui ricoverato in ospedale. I dottori diagnosticarono un disturbo dell’umore – bipolare – e mi diedero una terapia farmacologica molto forte. Una volta uscito dall’ospedale mi rifiutai di prendere i farmaci. I miei sintomi erano spariti, quindi pensai che tutto sarebbe andato bene. Non frequentavo più le lezioni, ma mi sentivo abbastanza bene e trovai un lavoro come imbianchino. I dottori in ospedale avevano pensato ad un disturbo dell’umore perché non avevo mai raccontato loro delle paranoie e delle voci che sentivo voci nella mia testa. Anche se non li sperimentavo più … il ricordo di quegli strani sintomi persisteva nella mia mente. Nell’aprile 2010, i sintomi ritornarono ed iniziai a sentirmi perseguitato litigai con le persone con cui lavoravo che iniziarono a guardarmi come un extraterrestre … pensavo che tramassero contro di me … la mia famiglia mi convinse a farmi ricoverare in un ospedale psichiatrico. Anche questa volta non parlai delle voci e mi mostrai estroverso e felice … così loro loro ipotizzarono che avessi avuto un episodio maniacale. Mi diedero un nuovo farmaco, ma quando quattro mesi dopo fui dimesso, cominciai avere forti spasmi a causa degli effetti collaterali. Volevo ritornare a fare il cameriere, ma non potevo farlo a causa di queste improvvise contrazioni muscolari. Quindi smisi di prendere di nuovo le medicine. Nello stesso anno mia nonna si ammalò e fu ricoverata in fin di vita. Vederla in ospedale mi mandò in tilt e dovettero portarmi fuori dalla stanza in quattro. Pochi giorni dopo, fui coinvolto nella rissa che mi costò l’arresto. I miei sintomi stavano prendendo il sopravvento …. mi sentivo così arrabbiato. Fui scarcerato … ma, su provvedimento del giudice fui di nuovo ricoverato in ospedale psichiatrico. Ero molto nervoso ma questa volta trovai uno psichiatra che mi fece sentire a mio agio. Per la prima volta, raccontai quello che stavo vivendo, delle voci, della paranoia. E lui mi parlò di schizofrenia. Non sapevo nemmeno cosa significasse. Una volta fuori provai un trattamento specifico per la schizofrenia che comprendeva iniezioni mensili che mi avrebbero aiutato a controllare i miei sintomi ed una psicoterapia cognitivo comportamentale … ho imparato a conoscere la schizofrenia e riconoscere alcuni degli stimoli che attivavano i miei sintomi. C’era una luce alla fine del tunnel. Intrapresi un programma di riabilitazione diurno … lavoravo duramente per raggiungere i miei obiettivi di cura seguendo il piano di trattamento. Riuscii a tenere i sintomi della schizofrenia sotto controllo e mi sentivo meglio. Oggi con grosse difficoltà ho riacquistato l’interesse per le cose che mi piacevano. Non dimenticherò mai cosa ho passato. Con i sintomi sotto controllo, mi sono sentito sicuro e pronto per lavorare. Ho nuovamente un lavoro nella ristorazione…. allora la mia vita ha ripreso il suo corso e sto pensando di iscrivermi di nuovo all’Università …”

Schizofrenia

 

La schizofrenia è caratterizzata dalla presenza di due (o più) dei sintomi di seguito illustrati che a partire dall’esordio, compromettono in maniera significativa il livello di funziona­mento della persona nel lavoro, nelle relazioni interpersonali e nella cura di sé. L’evolversi del disturbo è caratterizzato da una fase attiva (della durata di circa un mese) seguita, nei 5 mesi successivi, da fasi nelle quali i segni del disturbo possono presentarsi in forma attenuata. Le persone affette da schizofrenia manifestano :

1.Deliri, convinzioni fortemente sostenute che non sono passibili di modifica alla luce di evidenze contrastanti. Il contenuto dei deliri può comprendere temi di :

-persecuzione (cioè la convinzione di poter essere oggetto di aggressioni, danneggiamenti, molestie e così via da parte di un individuo, un’organizzazione o altro gruppo);

-riferimento (cioè la convinzione che certi gesti, commenti, stimoli ambientali e così via sono diretti a se stessi);

-grandezza (cioè quando un individuo crede di avere eccezionali capacità, ricchezza o fama)

-erotomanici (cioè quando un individuo crede erroneamente che un’altra persona sia innamorata/o di lui/lei);

-nichilistici (comportano la convinzione che si verificherà un evento catastrofico);

-somatici (concentrano l’attenzione su preoccupazioni che riguardano la salute e il funzionamento degli organi).

2.Allucinazioni, esperienze simili a percezioni reali che si verificano in assenza di stimoli esterni. Sono vivide e chiare come le percezioni normali e non è possibile controllarle. Possono coinvolgere tutti i sensi anche se le più comuni sono di tipo uditivo, in questi casi si presentano come voci, familiari o non familiari, che vengono percepite come distinte dai pensieri. Occorre sottolineare che esperienze di questo tipo sperimentate in fase di addormentamento o di risveglio possono essere normali ed inoltre che la percezione insolita non deve essere dovuta a problemi clinici dell’organo di senso.

3.Pensiero disorganizzato (disturbo formale del pensiero) rilevabile ascoltando la persona mentre parla. Nel suo discorso la persona può passare da un argomento all’altro (deragliamento o allentamento dei nessi associativi) o può rispondere alle domande andando fuori tema in maniera totale o parziale (tangenzialità del pensiero). Questi sintomi devono essere sufficientemente gravi da compromettere una comunicazione efficace.

4.Comportamento motorio disorganizzato, caratterizzato da agitazione o da catatonia e comporta difficoltà nell’esecuzione delle attività quotidiane. Il comportamento catatonico è una marcata diminuzione della reattività all’ambiente che può comportare :

– resistenza a istruzioni impartite (negativismo);

-mantenimento di una postura rigida, inappropriata o bizzarra;

-completa mancanza di risposte verbali e motorie (mutismo e stupor);

-presenza attività motoria non finalizzata ed eccessiva senza motivazione evidente (eccitamento catatonico);

-movimenti stereotipati ripetuti;

-sguardo fisso;

-mutismo;

-ecolalia (ripetizione delle frasi o delle parole ascoltate).

Nella schizofrenia due sintomi negativi sono particolarmente significativi:

1.diminuzione dell’espressione delle emozioni (espressione delle emozioni facciali, del contatto visivo, dell’intonazione dell’eloquio – prosodia – e dei movimenti di mani, testa e volto che di norma danno un’enfasi emozionale all’eloquio);

2.abulia, diminuzione nelle attività finalizzate volontarie e spontanee (la persona può rimanere seduta per lunghi periodi di tempo e mostrare scarso interesse nel partecipare ad attività lavorative o sociali).

Altri sintomi negativi comprendono :

1.l’alogia (una diminuzione della produzione verbale);

2.l’anedonia (diminuzione della capacità di provare piacere da stimoli positivi o una degradazione del ricordo del piacere precedentemente provato);

3.l’asocialità (apparente mancanza di interesse nelle interazioni sociali).

 

Gli individui affetti da schizofrenia possono mostrare un’affettività inadeguata (per es., ridere in assenza di uno stimolo adeguato); depressione o ansia ; un ritmo sonno/veglia disturbato (per es., dormire durante il giorno ed essere in attività di notte); e mancanza di interesse per l’alimentazione o rifiuto del cibo. Possono verificarsi preoccupazioni somatiche che a volte possono raggiungere intensità delirante. I deficit cognitivi (del pensiero) possono comprendere alterazioni nella memoria, nella velocità di elaborazione e nell’attenzione. Alcuni individui affetti da schizofrenia mostrano deficit nella capacità di inferire le intenzioni di altre persone (teoria della mente), e possono interpretare eventi o stimoli irrilevanti come significativi, fatto che può condurre alla strutturazione di idee deliranti esplicative dell’esperienza vissuta. Alcuni individui con psicosi possono mancare di “insight” o di consapevolezza del proprio disturbo. Questo sintomo è il fattore predittivo più comune di una non aderenza al trattamento, ma anche di maggiori tassi di ricaduta, di un maggior numero di trattamenti obbligatori, di un peggiore funzionamento psicosociale, di aggressività e di un peggiore decorso della malattia. L’ostilità e l’aggressività possono essere associate alla schizofrenia, anche se le aggressioni spontanee o casuali non sono comuni.

 

Le manifestazioni psicotiche della schizofrenia emergono tipicamente tra la tarda adolescenza e la metà della quarta decade di vita; l’esordio prima dell’adolescenza è raro. Il picco dell’età di esordio del primo episodio psicotico è nella prima metà della terza decade per i maschi e verso la fine della terza decade nelle femmine. L’esordio può essere improvviso o insidioso, ma la maggioranza degli individui manifesta un lento e graduale sviluppo. Un’età di esordio precoce è generalmente un fattore predittivo di prognosi peggiore. Il decorso sembra essere favorevole in circa il 20% di individui affetti da schizofrenia, e in un piccolo numero di individui è stata riportata una completa guarigione. Tuttavia, la maggior parte degli individui affetti da schizofrenia richiede ancora supporto quotidiano, strutturato o meno, e molti mantengono uno stato di malattia cronica, con esacerbazioni e remissioni dei sintomi attivi, mentre altri hanno un decorso di deterioramento progressivo. I sintomi psicotici tendono a diminuire nel corso della vita.

Quanto e’ frequente e da cosa dipende

 

La prevalenza della schizofrenia è di circa lo 0,3-0,7%, sebbene sia riportata una variabilità del tasso tra razze/etnie, tra i paesi, e per origine geografica negli immigrati e nei figli di immigrati. L’incidenza generale della schizofrenia tende a essere leggermente inferiore nelle femmine. Circa il 5-6% degli individui affetti da schizofrenia muore per suicidio, circa il 20% tenta il suicidio in una o più occasioni, e molti in più hanno un’importante ideazione suicidaria. Il comportamento suicidario a volte è una risposta ad allucinazioni che comandano di far del male a se stessi o ad altri.

Tra i fattori di rischio più studiati, correlati allo sviluppo della schizofrenia, sembrano avere un ruolo determinante quelli :

-ambientali (l’incidenza della schizofrenia è stata collegata alla stagione di nascita – tardo inverno/inizio primavera in alcune località o in estate ed è più alta nei bambini che crescono in un ambiente urbano e in alcune minoranze etniche);

-genetici (familiarità nel disturbo);

-fisiologici (complicazioni in gravidanza e alla nascita con ipossia, età paterna avanzata, condizioni avverse prenatali e perinatali, compresi stress, infezione, malnutrizione, diabete materno).

Interventi e trattamenti

 

Gli interventi più efficaci nel trattamento della schizofrenia sono di tipo farmacologico e psicosociale.

I farmaci antipsicotici aiutano efficacemente le persone a gestire la sintomatologia del disturbo, pur presentando effetti collaterali che di solito spariscono o si attenuano nell’arco di pochi giorni. Gli effetti collaterali più frequenti includono: visione sfocata, movimenti incontrollati del corpo, agitazione, vertigini, sonnolenza, battito cardiaco accelerato, irrequietezza, eruzioni cutanee, rigidità muscolare. Alcuni tipi di farmaci antipsicotici inoltre possono causare aumento di peso ed altri problemi di salute (ad es. diabete, colesterolo alto). Le persone rispondono ai farmaci antipsicotici in modo diverso, quindi è importante segnalare tempestivamente allo psichiatra gli effetti collaterali eventualmente riscontrati. A volte è necessario provare diverse terapie farmacologiche prima di individuare quella giusta mentre l’interruzione improvvisa dei farmaci può essere pericolosa ed esacerbare i sintomi della schizofrenia.

I trattamenti psicosociali aiutano i pazienti fronteggiare le sfide che la schizofrenia pone nella quotidianità a seguito della stabilizzazione dei sintomi attraverso l’intervento farmacologico. Gli interventi psicosociali più efficaci fanno riferimento :

-a training rivolti ai familiari : istruiti da professionisti a comprendere i fattori di rischio di eventuali ricadute e sostenere in maniera appropriata i programmi di intervento seguiti dalla persona;

-a training volti ad aumentare la capacità di gestione quotidiana del disturbo da parte della persona;

-alla terapia cognitivo comportamentale, che aiuta la persona ad identificare i problemi attuali e le idonee strategie di risoluzione; la terapia è centrata sul cambiamento degli schemi di pensiero e sullo sviluppo di repertori di comportamento funzionali;

-ad interventi riabilitativi comunitari o in regime diurno: volti a fornire un concreto supporto in contesti quali il lavoro, la scuola o le incombenze della vita quotidiana;

-alla partecipazione a gruppi di auto-aiuto;

-a trattamenti specialistici per la eventuale contemporanea presenza di comportamenti di abuso di droghe o alcol.

Bibliografia

 

National Institute of Mental Health. Schizophrenia. Office of Science Policy, Planning, and Communications Science Writing, Press, and Dissemination Branch. NIH Publication No. TR 15-3517

American Psychiatric Association (APA, 2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM–5)

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