Analisi e modificazione del comportamento

13th Mar 2019, author: M.Bruscella

I grandi risultati a livello di benessere sociale, le grandi opere d’arte, le importanti scoperte scientifiche, ed anche alcune delle grandi emergenze in ambito sociale, sanitario o ambientale sono saldamente radicati nel comportamento delle persone. Ma precisamente cos’è il comportamento? Prima di darne una definizione tecnica consideriamo i seguenti  scenari

a) ritiro sociale: “un’ intera classe di scuola materna è al parco giochi; un bambino, diagnosticato come autistico, siede tranquillamente da solo osservando le proprie mani; mentre i bambini giocano, egli non fa alcun tentativo per unirsi a loro”

b) problemi di studio: “con due libri da studiare in una settimana per sostenere un esame, Giovanni sembra completamente in tilt e si chiede come venir fuori da questa situazione; tuttavia, continua a trascorre diverse ore ogni giorno su Facebook e su YouTube”;

c) ansia e tensione nelle prestazioni: “Chiara, una ginnasta di 14 anni, sta aspettando il suo turno per esibirsi in una competizione ufficiale; mostra segni di estremo nervosismo, pensa a “E se non riesco a fare l’esercizio alla perfezione? E se cado? Il suo cuore batte all’impazzata.”

d) Inquinamento: “Tommaso e Sara sono appena arrivati ​​nel luogo in cui intendono stabilirsi per un campeggio e guardano con disgusto e stupore i rifiuti lasciati dai precedenti campeggiatori. Si chiedono : <Ma alle persone non importa nulla dell’ambiente>;  <Se la gente continua così non ci sarà più un posto dove campeggiare>”;

e) Emicrania: “Mentre prepara la cena per sua famiglia, Betatrice comincia a pensare alle insinuazioni fatte dalla suocera la sera precedente; improvvisamente, inizia ad avvertire nausea, per esperienza sa cosa sta per accadere, chiama i suoi figli che guardano la TV in salotto e dice loro: <Luca, Giorgio, dovrete finire di preparare la cena da soli, mi sta venendo l’emicrania>”;

f) gestione del personale; “Giacomo e Bianca stanno prendendo un caffè nel ristorante che gestiscono. Bianca dice a Giacomo : <Dovremmo parlare con il personale in turno di sera. Quando sono venuta stamattina, la macchina del gelato non era stata pulita inoltre le tazze ed cucchiaini non erano al loro posto>. Giacomo risponde : <Questa è solo la punta dell’iceberg, dovresti dare un’occhiata alla griglia per la carne in cucina>;”

g) pensieri irrazionali : “Maria, dopo aver preso un brutto voto al suo primo esame universitario, pensa: <Non sarò mai brava. Avrei dovuto superare tutti i corsi di quest’anno, il professore penserà che sono incapace>”.

In ognuna delle precedenti situazioni sono implicati specifici comportamenti.

Definiamo il termine “comportamento”

 

Prima di parlare di modifica del comportamento, dobbiamo prima chiederci cosa intendiamo per comportamento? Comunemente, per indicare il comportamento,  vengono utilizzati sinonimi quali :  “attività”, “azione”, “prestazione”, “risposta” e “reazione”. Possiamo definire comportamento tutto ciò che la persona dice o fa. Tecnicamente, il comportamento è qualsiasi attività muscolare, ghiandolare o elettrica dell’organismo.

Le frasi del tipo “prendere 30 ad un esame”  o “mettere su 5 chili di peso nel corso delle vacanze natalizie” sono affermazioni che riguardano i risultati di alcuni comportamenti e non comportamenti. Il comportamento che consente allo studente di prendere 30 ad un esame è quello di studiare in modo efficace e quello che porta a mettere 5 chili di peso è avere delle abitudini alimentari sbagliate,  come sovralimentarsi  e non svolgere esercizio fisico. Camminare, parlare ad alta voce, lanciare una palla da baseball, urlare contro qualcuno – sono tutti comportamenti detti overt  (visibili) che possono essere osservati e registrati da una persona diversa da colui che li esegue.

Con il termine comportamento ci riferiamo inoltre al comportamenti covert (privato, interno) ossia ad attività che non possono essere facilmente osservate da altri. I comportamenti covert non sono comportamenti eseguiti in privato, né si riferiscono ad azioni segrete. Nella terminologia dell’analisi e modificazione del comportamento, le attività covert sono quelle che avvengono “sotto la propria pelle” e che pertanto richiedono strumenti o procedure speciali per essere osservati. Il pensiero e l’emozione, in analisi e modificazione del comportamento sono considerati comportamenti covert.

Le tecniche di modificazione del comportamento agiscono sia sui comportamenti covert che su quelli overt. Quando pensiamo diciamo delle cose a noi stessi  (auto-dialogo) o produciamo delle immagini. Se chiudiamo gli occhi ed immaginiamo un cielo limpido e blu, con qualche nuvola bianca e soffice, possiamo sperimentare precise sensazioni.

L’immaginazione e l’auto dialogo, oltre a essere definiti comportamenti covert, a volte sono definiti cognizioni. In analisi e modificazione del comportamento chiamiamo dimensioni le caratteristiche dello stesso che possono essere misurate. Le principali dimensioni di un comportamento sono : la durata,  la frequenza, ossia è il numero volte che manifesta un comportamento in un dato periodo di tempo e l’intensità o la forza di un comportamento che si riferisce allo sforzo fisico o all’energia impiegata nell’emettere uno specifico comportamento.

La caratteristica più importante in terapia del comportamento riguarda la  possibilità di misurare il comportamento stesso per stabilire se un determinato trattamento ha prodotto risultati tangibili. I comportamenti da migliorare in un programma sono chiamati comportamenti target.

Una procedura di valutazione comportamentale efficace prevede una approfondita fase di raccolta e analisi di informazioni e di dati necessari a : (a) ad identificare e descrivere i comportamenti target; (b) identificare possibili cause (e funzioni) del comportamento; (c) selezionare un programma di trattamento appropriato; (d) valutare l’esito del trattamento.

Costrutti o definizioni operazionali? L’utilizzo delle etichette per descrivere i comportamenti

 

Tutti parliamo di comportamento in termini molto generici. Termini come onesto, spensierato, laborioso, inaffidabile, indipendente, egoista, incompetente, gentile, grazioso, asociale, nervoso sono etichette che spesso utilizziamo per indicare alcuni comportamenti umani, in realtà esse non si riferiscono a specifici comportamenti.

Se, ad esempio, dovessimo descrivere un uomo come nervoso, capirebbero esattamente cosa vogliamo dire. Ma non saprebbero se ci riferiamo  al fatto che mangia le unghie o se si muove continuamente mentre è seduto, o contrae l’occhio sinistro quando parla con qualcuno del sesso opposto ecc. Per gli specialisti dell’analisi e modificazione del comportamento molti termini comunemente usati anche dagli psicologi, come intelligenza, attitudini, creatività sono etichette sintetiche per descrivere un comportamento.

Cosa intendiamo quando diciamo che una persona è intelligente? Per molti l’intelligenza è qualcosa di innato, una specie di “potenza mentale ereditaria” o di capacità innata per l’apprendimento. Ma non osserviamo o non misuriamo mai direttamente nessuno di questi aspetti. In un test di intelligenza, per esempio, misuriamo semplicemente il comportamento delle persone, le loro risposte alle domande che compongono il test.

La parola intelligente è usata spesso come aggettivo (ad es. “Matteo è un uomo intelligente ” oppure ” le sue osservazioni sono intelligenti”) come avverbio (ad es.”Paola scrive in modo intelligente “) o per descrivere come le persone si comportano in certe condizioni – ad esempio mentre rispondono ad un test -. Una persona descritta come intelligente risolve prontamente i problemi che gli altri trovano difficili, legge molti libri, parla con competenza su molti argomenti, o ottiene un punteggio elevato ad un test di intelligenza. A seconda di chi la usa,  la parola intelligenza può assumere tutti questi significati che non sono altro che specifici comportamenti.

Le etichette (o “costrutti”) svolgono delle funzioni positive in quanto sintetizzano insiemi di comportamenti o modelli in grado di fornire indicazioni utili  ed informazioni di carattere generale sulle caratteristiche di una persona. Inoltre per ciò che attiene alla comunicazione tra professionisti, sapere che una persona ha una particolare diagnosi (Ad. esempio un Disturbo d’ansia) orienta il professionista verso un particolare programma di trattamento.

Tuttavia, esistono dei rischi legati all’uso delle etichette, per il possibile innesco di quello che viene definito ragionamento circolare e che conduce a pseudo-spiegazioni. Ad esempio, un bambino che inverte le parole durante la lettura, potrebbe essere etichettato come dislessico. Se chiedessimo spiegazioni sul perché il bambino inverte le parole potremmo avere come risposta :”Perché è dislessico”, quindi l’etichetta riassuntiva del comportamento verrebbe utilizzata come pseudo-spiegazione che conduce ad un ragionamento circolare e non fornisce alcuna reale informazione sul bambino.

Un secondo aspetto negativo legato all’utilizzo delle etichette riguarda la possibilità di essere influenzati negativamente concentrandosi su alcuni aspetti negativi e comportamenti problematici della persona sottovalutandone i punti di forza.

Deficit ed eccessi comportamentali

 

In analisi e modificazione del comportamento sottolineiamo fortemente l’importanza di definire tutti i tipi di problemi in termini :

a) di deficit comportamentali (quando il comportamento viene emesso in maniera inferiore a quanto dovrebbe).

b) eccessi comportamentali (quando un determinato comportamento è emesso in misura maggiore rispetto alla norma).

Tale distinzione viene effettuata proprio al fine di evitare di utilizzare etichette per descrivere i problemi e per delineare con precisione un comportamento che causa preoccupazione o limitazioni nel funzionamento quotidiano. Alcuni comportamenti dei ragazzi che i genitori concretamente vedono e sentono, o non riescono a vedere e sentire, li orientano spesso verso la ricerca di professionisti in grado di aiutarli con i loro figli. Alcuni comportamenti che gli insegnanti concretamente vedono e ascoltano li spingono a ricercare un aiuto professionale per i loro studenti.

Alcuni comportamenti che possono essere visti o sentiti fanno sì che i governi istituiscano istituzioni, cliniche, centri di cura della comunità e programmi speciali. E certi comportamenti che noi stessi emettiamo potrebbero farci intraprendere un programma di auto-miglioramento. I comportamenti da migliorare inoltre possono essere comportamenti overt o covert. Di seguito sono riportati alcuni esempi :

Esempi di deficit comportamentali

“Un bambino non pronuncia chiaramente le parole e non interagisce con gli altri bambini”.

“Un adolescente non completa i compiti per casa, non aiuta nelle faccende domestiche, e non parla di problemi e difficoltà con i suoi genitori”.

“Un adulto non presta attenzione alle regole del traffico mentre guida, non ringrazia gli altri per cortesie o favori, e non è puntuale agli appuntamenti con la sua partner”.

“Un giocatore di basket, incoraggiato dall’allenatore a visualizzare la palla che entra nella rete poco prima di battere un tiro libero, non è in grado di farlo”.

Esempi di eccessi comportamentali

“Un bambino si alza spesso dal letto e fa i capricci prima di coricarsi, getta cibo sul pavimento a pranzo e gioca con il telecomando della TV”.

“Un adolescente interrompe spesso le conversazioni tra i suoi genitori e altri adulti, trascorre ore su Facebook, a mandare messaggi di testo, parla continuamente al cellulare e utilizza un linguaggio offensivo”.

“Un adulto guarda la TV continuamente, mangia frequentemente caramelle o altro cibo spazzatura tra i pasti, fuma una sigaretta dopo l’altra e si morde le unghie”.

“Un giocatore di golf spesso pensa negativamente (ad esempio, “Se sbaglio questo colpo, perderò!”) e sperimenta considerevole ansia (battito del cuore, sudore delle mani) poco prima di colpi importanti”.

Per identificare un comportamento come eccessivo o carente, dobbiamo considerare il contesto in cui si verifica. Ad esempio, un bambino che disegna su carta sta mostrando un comportamento appropriato, ma la maggior parte dei genitori prenderebbe in considerazione è un eccesso comportamentale se il bambino disegnasse ripetutamente sul muro del soggiorno.

Un adolescente normale potrebbe interagire in modo appropriato con membri dello stesso sesso, ma essere estremamente imbarazzato e avere difficoltà a parlare con membri del sesso opposto – un deficit comportamentale. Alcuni eccessi comportamentali per esempio, comportamenti autoaggressivi, sono inappropriati indipendentemente dal contesto. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il punto in cui un particolare comportamento è considerato carente o eccessivo è determinato principalmente dalle pratiche della propria cultura e dai valori della persona.

Per riassumere, l’approccio di modificazione del comportamento si concentra principalmente sul comportamento e sull’ambiente (in senso ampio) attuale della persona (al contrario degli approcci medici, farmacologici o chirurgici). Gli individui etichettati come portatori di disabilità dello sviluppo, autismo, schizofrenia, depressione, o un disturbo d’ansia, per esempio, mostrano deficit o eccessi comportamentali. Allo stesso modo, individui che sono etichettati come pigri, immotivati, egoisti, incompetenti o non coordinati mostrano anche deficit o eccessi comportamentali.

La modifica del comportamento consiste in un insieme di procedure che possono essere utilizzate per cambiare comportamento in modo che questi individui possano essere considerati aldilà di qualsiasi etichetta che è stata loro attribuita.

Alcuni approcci psicologici tradizionali, non formati alla modificazione del comportamento, mostrano spesso un interesse eccessivo nell’etichettare e classificare gli individui cercando di individuare con precisione la diagnosi sottostante.

Tuttavia questa operazione spesso ritenuta determinante non contribuisce spesso a produrre cambiamenti nel comportamento della persona che continua ad essere presente ed influenzato dall’ambiente.

Caratteristiche dell’analisi e modificazione del comportamento

 

La modificazione del comportamento comporta l’applicazione sistematica dei principi e delle tecniche derivanti dalle teorie dell’apprendimento per valutare e migliorare i comportamenti covert e quelli overt delle persone al fine di migliorarne il funzionamento quotidiano. La modificazione del comportamento ha sette caratteristiche principali:

a) forte enfasi sulla definizione dei problemi in termini di operazionali e sulla misurabilità degli indicatori utili a rilevare effettivi cambiamenti nella direzione voluta;

b) utilizzo di procedure e di tecniche specifiche per alterare l’ambiente dell’individuo migliorandone il funzionamento.

c) descrizione analitica dei metodi e dei fondamenti logici nonché delle procedure; tale caratteristica favorisce la replicabilità dei risultati e facilita inoltre il compito di trasferire le competenze;

d) applicabilità nelle situazioni quotidiane; la precisa definizione ed operazionalizzazione delle tecniche, consente un efficace trasferimento di alcune modalità operative a non professionisti quali genitori, insegnanti, allenatori che possono utilizzare le strategie per aiutare le persone nella loro quotidianità.

e) forte legame con la ricerca di base (teorie dell’apprendimento e principi del condizionamento operante e classico);

f) enfasi sulla dimostrazione scientifica dell’efficacia degli interventi;

g) centralità assegnata alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nei programmi: persone con difficoltà, insegnanti, familiari, consulenti ecc.

Martin, J. Pear (2015). Behavior Modification. What It Is and How to Do It Tenth Edition. Pearson Education

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